di Andrea Drigani · L’udienza ai partecipanti al Giubileo per gli Operatori di Giustizia, che si è svolta il 20 settembre scorso, è stata l’occasione per Papa Leone XIV di pronunciare un discorso per riflettere sulla giustizia e sulla sua funzione che è indispensabile sia per l’ordinato sviluppo della società sia come virtù cardinale che ispira e orienta la coscienza di ogni uomo e donna.
Il Papa ha esordito ricordando l’espressione biblica: «Ami la giustizia e la malvagità detesti» (Sal 45,8) che invita ciascuno di noi a fare il bene ed evitare il male. Nella giustizia – ha proseguito – si coniugano tre elementi: la dignità della persona, il rapporto con l’altro e la dimensione della comunità fatta di convivenza, strutture e regole comuni.
La tradizione – ha continuato Leone XIV – ci insegna che la giustizia è, anzitutto, una virtù, vale a dire, un atteggiamento fermo e stabile che ordina la nostra condotta secondo la ragione e la fede. La virtù della giustizia, in particolare, come dice il Catechismo della Chiesa Cattolica, consiste nella «costante e ferma volontà di dare a Dio e al prossimo ciò che è loro dovuto».
Sono tanti gli episodi evangelici – ha detto ancora Leone XIV – nei quali l’azione umana è valutata da una giustizia capace di sconfiggere il male del sopruso. A tal riguardo ha rammentato l’insistenza della vedova che induce il giudice a ritrovare il senso del giusto (Lc 18,1-8); una giustizia superiore che paga l’operaio dell’ultima ora come quello che lavora tutto il giorno (Mt 20,1-16); la misericordia come chiave di interpretazione della relazione e induce a perdonare il figlio che era perduto ed è stato ritrovato (Lc 15,11-32) e ancor di più perdonare non sette volte, ma settanta volte sette (Mt 18, 21-35). La giustizia evangelica non distoglie da quella umana, ma la interroga e ridisegna.
Come si sa – ha affermato il Papa – la giustizia si rende concreta quando tende verso gli altri, quando a ciascuno è reso quanto gli è dovuto, fino a raggiungere l’uguaglianza nella dignità e nelle opportunità fra gli esseri umani. Si è, tuttavia, consapevoli che l’effettiva uguaglianza non è quella formale di fronte alla legge; questa uguaglianza, pur essendo una condizione indispensabile per il corretto esercizio della giustizia, non elimina il fatto che vi sono crescenti discriminazioni che hanno come primo effetto proprio il mancato accesso alla giustizia.
Il compito degli operatori di giustizia è, dunque, quello di ricercare o recuperare i valori dimenticati nella convivenza, la loro cura e il loro rispetto. Leone XIV ha voluto far presente quanto scriveva Sant’Agostino: «La giustizia non è tale se non è nello stesso tempo prudente, forte e temperante». Ciò richiede la capacità di pensare sempre alla luce della verità e della sapienza, di interpretare la legge andando in profondità, oltre la dimensione puramente formale, per cogliere il senso intimo della verità di cui siamo al servizio.
«Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia perché saranno saziati» (Mt 5,6). Con questo beatitudine – ha osservato il Papa – il Signore Gesù ha voluto esprimere la tensione spirituale a cui è necessario essere aperti non solo per ottenere una vera giustizia, ma soprattutto per ricercarla da parte di quanti la devono realizzare nelle diverse situazioni storiche.
Il Giubileo – ha aggiunto Leone XIV – invita a riflettere anche su un aspetto che spesso non è sufficientemente focalizzato: ossia sulla realtà di tanti Paesi e popoli che hanno «fame e sete di giustizia» perché le loro condizioni di vita sono talmente inique e disumane da risultare inaccettabili. «Lo Stato in cui non si ha la giustizia – notava Sant’Agostino – non è uno Stato. La giustizia infatti è la virtù che distribuisce a ciascuno il suo. Dunque non è giustizia dell’uomo quella che sottrae l’uomo stesso al Dio vero».
Queste parole impegnative di Sant’Agostino – ha concluso il Papa – ispirino ognuno di noi ad esprimere sempre al meglio l’esercizio della giustizia al servizio del popolo, con lo sguardo rivolto a Dio, così da rispettare pienamente la giustizia, il diritto e la dignità delle persone.

