Vivere da universitari attraversando il presente con lo sguardo «Verso l’alto»: alcune considerazioni

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di Mariapia Salonna · Quando un ragazzo sceglie di intraprendere un percorso universitario di qualsiasi tipo, non sa di avere l’opportunità di vivere gli anni migliori della sua vita. Del resto è quello che si sente dire dagli adulti. Per quanto queste parole sembrino essere distanti dalla realtà che un giovane deve affrontare prima di chiamare questi anni “i migliori della propria vita”, esse trovano un senso nelle piccole cose della quotidianità. Le piccole cose che noi giovani diamo per scontate: essere in salute, studiare ciò che ci piace, frequentare degli amici, godersi la vita tra mille hobby.

Avendo concluso da circa due anni il percorso di laurea magistrale presso l’Università di Trento, a mille chilometri dal paese che mi ha vista crescere per 18 anni, ho maturato alcune consapevolezze che non avrei mai immaginato quando il mio percorso è iniziato. Ogni persona che ho incontrato mi ha insegnato qualcosa, soprattutto nel momento in cui ho conosciuto i miei limiti. A noi sta la capacità di capirli e trasformarli, con la preghiera e il totale affidamento a Dio, in spinta “Verso l’alto”, come diceva San Piergiorgio Frassati. Infatti spesso la poca esperienza di un giovane è vista come un limite, non come terreno fertile su cui, con coraggio, costruire basi solide per l’adulto che sarà. Il messaggio che viene dal mondo intorno a noi ci pone in contraddizione tra essere e avere, diventare ciò che siamo e apparire per ciò che non siamo. La vita rischia di essere un equilibrio precario tra queste due fasi, rischiando di cadere in trappole come “non valgo abbastanza, non sono come lui/lei”. La società chiede ragazzi utili, capaci, ma al termine del percorso universitario tanti si rendono conto di non avere tutte le competenze necessarie. Così, nella ricerca di un lavoro che assicuri stabilità economica si rischia di perdersi nelle proprie incertezze, affidandosi a poche sicurezze fragili che il mondo può offrire. Il segreto di vivere una vita che ne vale la pena, anche tra le difficoltà degli esami o subito la laurea sta nel riscoprire sia la bellezza delle cose piccole, ma anche nel non stancarsi di ambire a opere grandi, avendo i piedi per terra e lo sguardo rivolto al cielo. Non si deve temere di sbilanciarci soprattutto con scelte che possono cambiare la nostra vita in positivo, non possiamo aspettare di essere adulti per vivere una vita degna.

Essere giovani in un mondo che ruba la speranza è una sfida che noi cristiani possiamo e dobbiamo saper cogliere, affidando tutto alle mani di Dio ma soprattutto imparando ad avanzare con speranza, per noi e per chi incontriamo. Non sappiamo ancora cosa saremo domani, ma sicuramente sappiamo cosa siamo oggi, cosa possiamo fare con gli strumenti a nostra disposizione. “Ma il Signore mi disse: «Non dire: Sono giovane, ma va’ da coloro a cui ti manderò e annunzia ciò che io ti ordinerò. Non temerli, perché io sono con te per proteggerti»” (Geremia 1,7-8). L’arrivo quasi prepotente nelle nostre vite dell’ Intelligenza Artificiale e della potenza di questo strumento potrebbe rivelarsi utile quanto dannosa. L’uso più o meno adeguato può compromettere l’etica e varie aree sensibili della nostra vita privata. Semplificare il più possibile rischia di distoglierci da cosa merita davvero la nostra attenzione. Davanti alla necessità di voler sapere come comportarsi quando una nuova tecnologia o situazione ci coinvolge in prima pesona, il Vangelo può rivelarsi un’ottima guida. In quanto non è il Vangelo a dover avere il sapore di mondo, ma al contrario il mondo può e deve sapere di Vangelo (citando le parole di un commento di don Luigi Epicoco). La strada è così semplice quanto complicata, come Gesù insegna sulla via della Croce. Eppure i compagni di viaggio, universitari e non, con difficoltà simili alle nostre e gesti virtuosi sono tanti: San Piergiogio Frassati, Beata Sandra Sabattini, San Carlo Acutis e molti altri. In fondo il percorso universitario è una ricerca continua: così può essere la nostra vita. Ma se abbiamo una valido modello da seguire, per quanto sia complicato a volte camminare, non esiste novità (tecnologia, situazione storica sociale) che possa rallentarci.

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