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Posted on 1Mar, 2020

San Giovanni Paolo Magno

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41r6NFjAqFL._SX310_BO1,204,203,200_di Giovanni Pallanti • L’undici febbraio di quest’anno è uscito per la casa editrice San Paolo un importante libro di papa Francesco intervistato da Luigi Maria Epicoco <San Giovanni Paolo Magno>. In copertina c’è una bellissima foto di San Giovanni Paolo II che abbraccia l’allora neo cardinal Bergoglio, il giorno in cui gli impose la berretta cardinalizia. Il libro ripercorre tramite gli scritti e le omelie del Papa polacco, la vita dell’arcivescovo di Cracovia, eletto  nel 1978 dopo la repentina morte di Giovanni Paolo I.
La vita di Wojtyla viene commentata da papa Francesco, che alterna il suo vissuto con quello del Papa polacco. La scelta dell’argomento è molto intelligente e coraggiosa perché dopo il rinnovamento della Chiesa con San Giovanni XXIII e San Paolo VI, la vita di Giovanni Paolo II è il vero riscatto nella storia e nella pastorale della chiesa cattolica di fronte agli errori da essa compiuti nella prima metà del Novecento. 

E’ fuor di dubbio che dal 1922 al 1933 anche all’insaputa del papa Pio XI i cardinali Gasparri e Pacelli abbiano, in modo diverso ma sostanzialmente uguale, appoggiato l’ascesa al potere di Mussolini in Italia e di Hitler in Germania. Giovanni Paolo II figlio della terra polacca, la nazione Cristo fra le nazioni, ha vissuto e combattuto in ugual misura sia il nazismo, dal 1939 al 1945, e l’occupazione sovietica della Polonia e il regime comunista che essa vi instaurò fino agli anni Novanta del secolo scorso. Il papa polacco, dopo un’infanzia tribolata e la perdita della madre, del fratello medico infettato dal colera mentre si adoperava per contenere l’epidemia che aveva colpito Cracovia, e la morte del padre, studiò e lavorò in una miniera della Solvay. Diventò anche un famoso attore di prosa. Si fece prete senza la benché minima ombra di clericalismo. Era un uomo a tutto tondo. Anche papa Francesco ricorda in questo libro che la sua esperienza di vita fino all’entrata nella Compagnia di Gesù, era stata simile a quella di Wojtyla. Anche lui aveva lavorato in una fabbrica e non aveva nessun atteggiamento tipico di molte coscienze tormentate che vedono nel sacerdozio una via di fuga dalla vita reale. Tutti e due hanno fatto scelte di vita all’opposto di quelle necessarie per fare una sicura carriera ecclesiastica. Soprattutto Giovanni Paolo II diventò a 38 anni vescovo ausiliare di Cracovia, pochi anni dopo arcivescovo della grande città polacca, poi cardinale e infine papa a 58 anni. Il gesuita Bergoglio, com’è caratteristica storica dell’ordine fondato da San’Ignazio, a tutto pensava fuorché a diventare vescovo: i gesuiti che il Santo Padre sceglie per l’episcopato, devono chiedere infatti la dispensa al superiore generale della Compagnia di Gesù. A Bergoglio fu concessa per diventare vescovo ausiliare di Buenos Aires. download

Il primo a essere sorpreso della sua elezione al soglio di Pietro fu, come racconta nel libro, lo stesso cardinal Bergoglio. Insomma, questi due preti, con caratteristiche e carismi diversi, hanno fatto di tutto per non fare carriera. La loro ascesa al pontificato è un modello da seguire per curare il virus del carrierismo nella chiesa cattolica. Quindi, un libro da leggere soprattutto per chi vuole cambiare il corso di Santa Romana Chiesa. Complimenti al giovane sacerdote coautore del testo, don Luigi Maria Epicoco.